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Campus estivi Open Minds, a Milano: l'inglese per bambini e ragazzi

Abbiamo intervistato Claudia, Direttore e Responsabile del progetto Open Minds, che tutto l'anno organizza corsi di inglese per bambini e ragazzi a Milano e ogni estate campi estivi per bambini e ragazzi.



Quando e perché nasce il progetto Open Minds?

Open Minds nasce 15 anni fa, nella cucina di casa mia. Ero una giovane insegnante, rimasta senza un lavoro dopo una scelta sbagliata, e ho deciso di provare ad aprire una scuola di inglese. Siamo ancora qui, dopo 15 anni, anche grazie al fatto che lungo la strada ho incontrato tanti collaboratori validi, di madrelingua inglese. Il nostro è un lavoro fatto con le persone, e l’elemento umano è molto importante. Siamo contenti di ciò che facciamo e continuiamo a fare progetti per il futuro, non solo a livello di espansione commerciale ma anche di approfondimento a livello metodologico. Collaboriamo con l’Università Bicocca in un dottorato di ricerca incentrato sulle metodologie di insegnamento dell’inglese piuì efficaci per bambini e ragazzi con DSA e disturbi sensoriali e abbiamo in serbo altri progetti incentrati sull’insegnamento multisensoriale ed inclusivo della lingua. Insomma, nonostante come tutti i lavori alle volte abbia i suoi momenti difficili, ci divertiamo ancora molto e siamo curiosi rispetto alla nostra professione ed il nostro lavoro. È una bella cosa.

A cosa si deve questo bellissimo nome, pieno di significato?

Il nome lo scelse mio marito, ma appena proposto mi piacque subito, anche perché suggerisce sia una “descrizione” (“Menti Aperte”: lo studio delle lingue apre le menti perché ci costringe a considerare altre culture, altri suoni, altre mete…), sia  una esortazione ( “Aprite le menti!”, il che ci ricorda che siamo sempre in un processo di scoperta e apertura, e chi dice a se stesso di essere arrivato in realtà è fermo e chiuso).

L’apertura della mente è il punto stesso dell’insegnamento/apprendimento: quando insegniamo/apprendiamo stiamo aprendo la nostra mente per svelare le nostre nozioni ad una altra persona o trarre conoscenze, stiamo diventando più aperti nella considerazione di idee complesse, creiamo spiragli nella nostra cultura e mentalità.

Essendo una persona culturalmente ambiziosa, mi piace avere scelto un nome che non è solo commerciale, ma anche significativo a livello personale.

Perché secondo voi è imprescindibile oggi che i bambini imparino bene la lingua inglese?

Siamo orientati verso una società bilingue, nella quale non ci sarà spazio per la scelta se sapere l’inglese o meno. Tutti dovranno misurarsi con l’inglese nello studio o nel lavoro. Il grado di consapevolezza culturale e personale con cui ci gli adulti di domani si misureranno con la seconda lingua sarà determinante per il loro successo, ma soprattutto per il loro benessere. Dominare veramente la lingua nella quale necessariamente dovranno esprimersi per una parte cosi importante della vita, comprenderne anche la bellezza e le sfumature oltre che l’utilità, può essere la vera marcia in più per i cittadini del domani. Si pensa allo studio dell’inglese sempre in senso utilitaristico, perché per la nostra generazione spesso l’inglese si imparava “solo per lavoro”. Ma se andiamo in una società bilingue e biculturale, la pienezza della consapevolezza linguistica farà la differenza….per questo io incoraggio i genitori a circondare i bambini di stimoli in inglese, non solo utili, ma anche belli (audio books, canzoni e rime, film, storie…)

Quali sono le attività principali dei vostri campus

Il punto dei nostri centri estivi in inglese non è l’inglese. Nei nostri centri estivi non si studia la lingua, tuttavia la lingua viene usata per fare attività divertenti ed accattivanti in inglese. I bambini devono capire che l’inglese non è una materia scolastica, bensì è un modo per comunicare con le persone.

Quindi noi facciamo sport, esperimenti scientifici, cantiamo, riproduciamo scene dai film… l’inglese è la lingua che i nostri docenti usano per parlare con i bambini, è la lingua dei film delle canzoni che ci servono da stimolo per le nostre attività, è la lingua che ci serve per giocare (enigmistica, giochi a squadre…). Ma non studiamo vocaboli, né facciamo esercizi. Nei campus estivi si gioca e ci si diverte, in che lingua lo si fa è solo uno degli elementi del cocktail che vogliamo preparare!

Salutate i nostri lettori con un pensiero rivolto agli adulti di domani?

Più che agli adulti di domani, che non conosco, vorrei parlare con i bambini e ragazzi di oggi, con cui lavoriamo ogni giorno. È bello il modo di essere dei bambini e dei ragazzi, la loro spontaneità è uno degli elementi che ci fanno lavorare con gioia.

Auguro loro di provare piacere nel fare ciò che fanno, giorno dopo giorno. Per quanto riguarda l’inglese, mi auguro che nell’incontro con questa lingua non debbano mai pensare “mi servirà quando sarò grande” ma pensino piuttosto  “Mi piace tanto e mi diverte provare a parlarla, oggi, adesso

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